Basta la tecnologia?

Questo, forse, è un post a scadenza (non so fino a quando sarà valido: dipenderà dagli algoritmi). Ma penso che varrà ancora per un pezzo.

Nel campo degli affari della micro e piccola impresa, ho osservato due tendenze: una passiva, l'altra attiva.
La prima tendenza è una negazione delle nuove tecnologie come strumento di lavoro...
La seconda riguarda un'adesione superficiale e un uso approssimativo.

In entrambi casi, però, c'è un'attribuzione di potere eccessivo alle nuove tecnologie, non tanto quantitativo quanto piuttosto qualitativo.

Nella prima tendenza gioca la rinuncia, nella seconda il lasciar fare. Si arriva a pensare, cioè, che gli strumenti possano sostituire anche quegli atti (soprattutto di interpretazione e intuizione, nonché di indirizzo) che rimangono nell'ambito delle nostre scelte umane.

È un po' come lasciare al cavallo la scelta della destinazione.

La tecnologia da sola non basta, ma come è sempre stato dall'invenzione della ruota in poi vuole un'intelligenza che la conosca, la usi e la guidi. Almeno fino all'arrivo degli algoritmi. Poi, vedremo...

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